Società Cooperativa Agricola Circe

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Sede Legale: VIALE P.L. NERVI - LATINAFIORI SC CAP 04100 - TORRE 5 GIGLI SCALA A – LATINA

Bufale come in un centro benessere

March 15, 2011

Vi riporto un articolo pubblicato sul sito dell'AIA Italialleva e sulla rivista l'Allevatore. Tengo a precisare che c'è stato qualche piccolo errore di trascrizione durante l'intervista, ma si tratta giusto di alcuni numeri, la sostanza è quella li.

 

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Ecco un link: http://www.italialleva.it/Sezione.jsp?titolo=Nella+Tenuta+dei+Guitti%2C+bufale+come+in+un+centro+benessere....&idSezione=613

 

CLICCATE QUI PER SCARICARE LA VERSIONE DE l'Allevatore

 

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A pochi chilometri dalle spiagge del Circeo, mèta di vacanzieri romani vip e non solo, l'Azienda Agricola Circe è continuamente alla ricerca di innovazioni tecnologiche sia per le strutture dell'allevamento bufalino che per l'affinamento della qualità dei propri prodotti, veramente a chilometro zero, creati in un caseificio ultramoderno.... Logica conseguenza, l'adesione ad Italialleva

 

Nella Tenuta dei Guitti, bufale come in un centro benessere....

Siamo nell’Agro Pontino, precisamente nel comune di Pontinia, in provincia di Latina, lungo gli argini del fiume Ufente, a due passi dal Parco del Circeo e da quelle spiagge del Mar Tirreno che da Sabaudia al famoso promontorio sono mèta di vacanzieri – provenienti dalla Capitale e non solo – molti dei quali “vip” anche residenti in una zona che si è ampiamente guadagnata la fama di “perla” naturalistica ed ambientale del basso Lazio.

In questo contesto, a poca distanza dal mare e protetta dai rilievi montuosi tra i quali spicca, per bellezza e suggestione, l’antica Abbazia di Fossanova, si trova la Tenuta Dei Guitti, all’interno della quale l’Agricola Circe, di proprietà del professor Pierluigi Panìci Benedetti (a tempo pieno medico chirurgo ma che, anche per non tradire le proprie origini ciociare, ha voluto salvaguardare la passione per l’allevamento ereditata da aziende familiari nate all’epoca delle bonifiche pontine, prima del secondo conflitto mondiale) rappresenta un autentico esempio di azienda “a ciclo chiuso” ed all’avanguardia in quanto a ricerca di sempre migliori soluzioni tecnologiche per far crescere l’allevamento bufalino, con un occhio anche al raggiungimento di elevati standard di qualità per i prodotti lattiero-caseari.

Il motto aziendale, “Terra Sole Acqua” la dice lunga su come si intende l’allevamento da queste parti: rispetto assoluto dell’ambiente, salvaguardia del benessere degli animali e di chi lavora in azienda, attenzione alla qualità di tutto ciò che ruota attorno all’allevamento, attenendosi ai ritmi della natura.

E comunque la Società Agricola Circe ci tiene ad essere identificata come un’azienda a conduzione familiare: infatti, assieme al professor Pierluigi, al punto vendita del caseificio aziendale veniamo accolti dalla gentile consorte Emanuela Pellegrini, legale rappresentante dell’azienda, accompagnata dal figlio Niccolò, 25 anni e già esperto imprenditore agricolo ed entusiasta conduttore della “Circe”.

“L’azienda nella sua collocazione attuale – ci conferma il prof. Pierluigi – opera da oltre venti anni, ma la nostra tradizione familiare di allevatori origina dal paese di Amaseno, nell’omonima valle che, assieme alla pianura pontina, è l’altra ‘patria’ storica dell’allevamento bufalino laziale”. “Ma una vera e propria espansione l’abbiamo avuta nell’ultimo quinquennio – gli fa eco il figlio Niccolò - , con la creazione del caseificio aziendale nel quale abbiamo iniziato a realizzare i nostri prodotti utilizzando esclusivamente la materia prima aziendale, caratteristica che in realtà non molti possono vantare… ”.

“La particolarità della nostra azienda – precisa la signora Emanuela – è che possiamo veramente affermare, senza tema di smentita, di aver realizzato nell’Agro Pontino un’autentica filiera controllata: ed ora, abbiamo anche ‘chiuso il cerchio’ con la messa in opera di un modernissimo impianto di produzione energetica da biogas utilizzando interamente, anche in questo caso, unicamente le deiezioni prodotte nel nostro allevamento. Più ciclo chiuso di così!”. “C’è da dire – e questa è stata forse l’unica nota dolente – che i tempi di realizzazione avrebbero potuto essere più rapidi se non si fossero scontrati con procedure ed autorizzazioni burocratiche delle amministrazioni territoriali locali veramente farraginose… . Ma questo, purtroppo, è un problema comune e più volte denunciato dagli agricoltori in tutto il Paese…” .

 

 

Largo ai giovani

 

Ora il “timone” è in mano al giovane Niccolò, cui però – come detto – competenza ed entusiasmo non mancano… . Ed è lui che ci accompagna nella visita aziendale: “l’estensione – ci dice – originariamente di circa 100 ettari, è ora aumentata anche grazie a nuove acquisizioni di terreni, nei quali si produce il foraggio (utilizzato per l’alimentazione delle oltre 600 bufale in lattazione, al resto dei tori ed annutoli che costituiscono la mandria aziendale) controllato con sistemi che ne garantiscono la genuinità”. “Tra le più importanti realizzazioni strutturali che stiamo completando (in realtà un aggiornamento tecnologico continuo lo stiamo portando avanti già da anni), c’è quella di modernissimi silos per lo stoccaggio del mangime, che vanno ad aggiungersi alle più avanzate soluzioni per le cuccette di stabulazione, il rivestimento in gomma della pavimentazione della sala di attesa per la mungitura che le bufale, notoriamente animali molto intelligenti e curiosi, hanno mostrato di gradire…”. Nell’allevamento “Circe” nulla è lasciato al caso, con l’imperativo di salvaguardare il benessere degli animali, le migliori condizioni di lavoro degli operatori (una ventina circa, tra addetti alle stalle e personale del caseificio e del punto vendita) e la tutela dell’ambiente circostante.

“I terreni – ci dice Niccolò – sono fertilizzati con i liquami aziendali, con scarso utilizzo di altri concimi. D’altronde, sarebbe autolesionistico ed improduttivo ‘maltrattare’ l’ambiente in cui ‘abitiamo’ sia noi che i nostri animali!”.

“Il nostro bestiame – precisa tra l’altro Niccolò – è in un regime di stabulazione libera, potendo anche scegliere di andare in piscine con acqua corrente (un bene prezioso, che viene utilizzato riducendo al massimo gli sprechi, come tradizione in una terra che storicamente ha visto il suo riscatto proprio dalla sottrazione alle paludi compiuta con l’opera delle bonifiche e delle canalizzazioni…) e tutti gli accorgimenti per un’ottimale refrigerazione degli ambienti: come è noto, infatti, le bufale pur essendo animali molto rustici soffrono particolarmente il caldo, al pari delle bovine da latte; a tale scopo, nei grandi paddock all’aperto sono presenti docce, tettoie e cuccette per dormire. Un altro punto importante per noi – prosegue Niccolò – è la verifica costante dello stato di salute delle bufale (dalla periodica podologia all’appropriata decornificazione per evitare incidenti e ferimenti accidentali nei paddock), l’igiene accurata in stalla al fine di garantire un latte fresco di altissima qualità, legato ad un’alimentazione controllata e naturale”.

 

Naturalmente, Italialleva

 

Tutto questo, naturalmente, ha fatto sì che le strade dell’Agricola Circe e di Italialleva si incontrassero: l’azienda, che usufruisce – apprezzandoli - dei servizi di assistenza dell’Apa di Latina, aderisce alla piattaforma di Aia dal 2009, ed ha già avuto modo di presentare i propri prodotti in importanti eventi fieristici nazionali e mondiali quali il Salone Internazionale del Gusto di Torino (nell’edizione del 2009, all’interno dello stand della Regione Lazio), alla Anuga di Colonia, in Germania, lo scorso anno sempre nell’ambito della partecipazione istituzionale della Regione Lazio, e nelle aree Italialleva alla Fiera del Bovino da Latte di Cremona ed alla recente “Agriumbria” svoltasi a fine marzo a Bastia Umbra (Perugia). Tutti prodotti lavorati artigianalmente, con al 100% latte di bufala, con la sola aggiunta di caglio e sale; l’affumicatura avviene con erbe e spezie naturali. Tra i più apprezzati dagli avventori, la mozzarella in treccia o nodini, quella affumicata, la ricotta “pannosella” (inutile svelare perché si chiama così, basta assaggiare…), la panna di ricotta, le provole affumicate, ricotta secca ed affumicata, primo sale, scamorza, formaggi stagionati (con qualche escursione anche su formaggi del Nord, come il taleggio, che ha avuto un notevole successo…). “La lavorazione di questi prodotti – aggiunge Niccolò – è fatta a mano da mastri casari (un mestiere antico e semplice al tempo stesso, ma che richiede pazienza e ‘sapienza’…), seguendo il metodo artigianale, per valorizzare al massimo il latte aziendale ed esaltarne il sapore. L’unica concessione alla meccanizzazione è sulla mozzatura, ma solo dove c’è necessità di produrre pezzature di peso preciso (ad esempio la mozzarella più classica da 250 grammi). E’ chiaro che, anche per venire incontro al mutamento di gusti dei consumatori, a volte ‘sperimentiamo’ qualcosa di diverso, ma sempre nel rispetto del 100% latte fresco delle nostre bufale… . Da queste parti di cagliate congelate non vogliamo proprio saperne!”. Anche nel caseificio non si disdegnano però nuove soluzioni tecnologiche, quali una modernissima vasca di raffreddamento ed impianto di climatizzazione per mantenere stabile e uniforme le caratteristiche della pasta della mozzarella. “Le uniche cose che ci concediamo per ‘pilotare’ il gusto delle mozzarelle – ci dice Niccolò – è il dosaggio della quantità di sieroinnesto, caglio e sale… . Per il resto manteniamo la lavorazione del latte fresco entro le 24 ore dalla mungitura”.

Tutto in azienda è improntato alla filosofia di abbattere i costi sanitari, ambientali ed energetici (ad esempio i carburanti): anche lo spostamento degli animali e la razionale collocazione dei capi nelle varie fasi del parto, dell’asciutta o l’allattamento dei vitelli (con una ventina di vacche di razza Pezzata Rossa a fare da pazienti balie…). In un’azienda così – un vero centro benessere per bufale - è un piacere lavorare!

 

 

L’AZIENDA

 

Superficie disponibile: 100 ettari, più altri terreni di nuova acquisizione, coltivati a foraggio

 

In stalla: circa 600 bufale in lattazione, più tori ed annutoli; una ventina di bovini di razza Pezzata Rossa Italiana, tra vacche ed un toro

 

Produzioni aziendali: mozzarella con 100%latte di bufala, in treccia o nodini, fresca ed affumicata; ricotta di bufala “pannosella” e panna di ricotta; provole affumicate, ricotta secca ed affumicata, primo sale, scamorza, formaggi stagionati (taleggio, ecc.)

 

Canali di commercializzazione: punto vendita presso il caseificio aziendale

 

Altre attività: “Porte aperte in azienda”

 

Manodopera: familiare e dipendente

 

 

 

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